BeatZone” nasce a fine 2024 come un gesto di audacia e di profonda devozione.
Andrea Neresini, chitarrista con solide radici nella musica classica e nel jazz, immagina un trio capace di rileg­gere l’immenso repertorio dei Beatles senza inseguire l’illusione della copia conforme — un approccio tanto diffuso quanto, paradossalmente, distante dalla vera essenza dei “Fab Four”— . L’idea è quella di accostarsi a brani ormai entrati nella sfera degli “standard” in punta di piedi, senza profanarli ma neppure ingabbiarli; trattarli come materiali vivi, eterni, predisposti alla reinvenzione personale.

Per realizzare questa visione, Neresini coinvolge due musicisti provenienti da un’altra costellazione sonora: Antonio Zordan alla batteria/voce e Alessandro Grainer al basso/voce, entrambi con un background più vicino al rock. È un incontro felice, quasi magnetico: le differenze diventano connessioni, e in breve nasce un’alchimia che si fa sempre più solida. Interpretare il repertorio beatlesiano — soprattutto nelle sue pieghe più mature — non è impresa semplice: richiede misura, sensibilità, e una conoscenza profonda della loro architettura musicale. Ma il trio cresce giorno dopo giorno, costruendo uno spettacolo stratificato, che alterna esecuzioni accuratamente rivisitate a racconti, aneddoti, piccoli frammenti di storia: dalle reazioni della stampa specializzata dell’epoca alle opinioni, spesso sorprendenti, di colleghi musicisti e artisti che furono testimoni di quella rivoluzione culturale.

Il cuore del progetto affonda le radici nel periodo più innovativo dei Beatles, quello che si apre nel 1965 e che segna la loro definitiva metamorfosi artistica. È l’era in cui il lavoro in studio diventa laboratorio, grazie sia alla raffinata intelligenza musicale che al background tecnico del “quinto Beatle”, George Martin. È il tempo dei capolavori: Rubber Soul, Revolver, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, il monumentale White Album, Abbey Road, Let It Be. È da questi dischi che BeatZone trae il proprio repertorio, con l’intento dichiarato di rendere omaggio non solo a un gruppo, ma a un modo di pensare, produrre e immaginare la musica.

BeatZone non nasce per riscrivere la storia, ma per farla vibrare ancora — con rispetto, con passione, con consapevolezza. Quello che il trio propone è un atto d’amore, un tributo sincero a chi ha cambiato per sempre il linguaggio della canzone contemporanea.